Il progetto ha come premessa necessaria
una lettura attenta del Borgo di Cavade’ Tirreni: un
lungo asse che attraversa la città, uno spaccato urbano
sul quale prospettano gli edifici ma allo stesso tempo
un sistema la cui dimensione pubblica si amplia in senso
orizzontale: la strada comprende due percorsi laterali,
come le navate di una basilica infinita: la navata centrale
ha per tetto il CIELO, le navate laterali si raccolgono
al di sotto degli edifici, ne sopportano il peso con
le belle volte a crociera, si distendono negli interni
degli androni, dei cortili, dei giardini.
ViaVeneto, come la Fifth Avenue a New York, Oxford street a Londra, gli Champs-Élysées a Parigi, evoca da sempre l'immagine della vita e sicuramente della vitalità della città: la vita dunque, il cui principio va ricercato nel D.N.A.
Ci è piaciuto pensare ad una astrazione dal forte potere simbolico per il progetto di illuminazione di via Veneto: l'idea del D.N.A. come simbolo di vita, rappresentato da filamenti che si avvolgono a spirale è il principio formativo del progetto.
La spirale in alluminio è infatti l'immagine scelta per uniformare il sistema dei corpi illuminanti per via Veneto. Il sistema è complesso pur essendo originato da un unico elemento; ha un cilindro di vetro diffusivo al cui interno è inserito un corpo illuminante. Questo manufatto, denominato Lanterna, viene utilizzato sia per le sospensioni che per i pali.